La vita di un Medico neo-abilitato

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Ottobre 2013: laurea magistrale in Medicina e Chirurgia.

Giornata fantastica, emozionante…il preside che chiama il tuo nome, la camminata sul palco davanti a tutti, con i loro occhi puntati su di te perché quello è IL TUO momento…il momento che hai sognato da quando facevi la 5 elementare e avevi appena abbandonato il tuo sogno di diventare Astrofisica (sì perché la mia idea di Astrofisica era che mi pagassero per stare col naso per aria a fissare il cielo). Trovarsi a faccia a faccia col preside di facoltà e sentire le fatidiche e tanto sospirate parole:
“…la dichiaro Dottore in Medicina e Chirurgia…”
Per quelle parole hai sputato sangue sui libri, hai passato domeniche chiusa in casa a studiare, hai affrontato viaggi epocali con Trenitalia…e finalmente ce l’hai fatta anche tu! Scendi dal palco, i sorrisi dei compagni di viaggio con cui hai tagliato il traguardo, il giuramento di Ippocrate, le lacrime di gioia, le foto con amici e parenti, il buffet, i brindisi.

Una volta finita l’emozione di quei giorni, ti rendi conto che la laurea non è stato un traguardo, ma un nuovo punto di partenza.
Un neo laureato in medicina, prima di potersi considerare Medico (e iniziare a fare da pusher per nonni, amici e parenti a cui serve l’Aulin) deve affrontare l’esame di stato (costo sui 450 euro): 3 mesi di tirocinio (1 in un reparto medico, 1 in un reparto chirurgico e 1 in un ambulatorio di un medico di base) e un esame a crocette per cui bisogna impararsi a memoria 6760 domande rilasciate dal ministero, molte di queste con orrori grammaticali e altre palesemente sbagliate, ma il ministero vuole la risposta da loro indicata, per cui azzeri il cervello, dimentichi quello che hai studiato e ti imprimi nella mente che per la malattia A ci vuole il farmaco X, anche se tu sai benissimo che in realtà serve il farmaco Y.

Una volta passato quello (per chi si laurea ad ottobre in genere è a Febbraio dell’anno dopo) sei finalmente un Medico!
Ma a quel punto bisogna spendere altre centinaia di euro per iscriversi all’ordine, poi l’assicurazione perché ormai le denunce nei confronti dei medici sono tante, troppe (e, a volte, anche assurde)…e il timbro, così puoi iniziare a sentirti Medico prescrivendo la pillola alle amiche.
Ma dopo tutto questo, vorresti anche iniziare a guadagnare qualcosa e intanto studiare per il test di specializzazione che quest’anno (2014) sarà probabilmente 6 mesi dopo la tua abilitazione.
Allora inizi a spedire curricula (che in genere sono composti da: ho frequentato in questi reparti, mi sono laureata, mi sono abilitata. Punto.), dare la disponibilità per sostituzioni di medico di base, sostituzioni in guardia medica, gare sportive, SERT, medicina fiscale, case di riposo, carcere…tutto quello che ti viene in mente, pur di iniziare a guadagnare qualcosina ed iniziare, soprattutto, a fare il medico sentendoti così realizzata e non più un peso.
E intanto studi e studi perché, se i laureati in Medicina in Italia che quest’anno si iscriveranno ai vari test di specializzazione sono circa 10000 (un numero che aumenterà sempre più, visto ce continuano ad aumentare i posti per le nuove matricole nelle università), i posti in specializzazione sono circa 3500 (più 900 borse per il corso di Medicina di Base). La probabilità che tu faccia parte di più del 50% degli esclusi è molto alta, per cui, 5 mesi dopo la laurea, ti ritrovi a sputare sangue sui libri (e a valutare anche di espatriare se il test andasse male) e ad aspettare intanto una chiamata che ti offra un minimo di lavoro retribuito.

E questo è proprio quello che sto facendo io, neo-abilitata a Febbraio: studio e attendo un lavoro che mi dia il mio primo misero stipendio (tanto per avere la soddisfazione di poter dire: “Finalmente ho guadagnato qualcosa!”)…e sì, ogni tanto mi trovo a sognare un futuro all’estero!

Ma oggi no…oggi, dopo 5 mesi, torno in università a rivivere l’emozione della proclamazione, a risentire il giuramento di Ippocrate, a festeggiare nuovi dottori in medicina e Chirurgia!
Ma prima attendo un’ora in stazione perché il mio treno è stato soppresso…dopotutto,  sono pur sempre un’ex pendolare pentita di Trenitalia!

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5 pensieri su “La vita di un Medico neo-abilitato

  1. Ex pendolare non si è mai. Sono esperienze che segnano e rimangono impresse nel patrimonio genetico e capisci quanto i tuoi figli ne patiranno un giorno. Complimenti per la laurea, anche se con qualche mese di ritardo.

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