I sogni son desideri

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La voglia di emigrare e allontanarmi dall’Italia è sempre forte, per questo mi sto impegnando seriamente con lo studio dell’Inglese: mi sto guardando The Big Bang Theory in lingua originale con i sottotitoli in Inglese…una puntata d 20 minuti me ne dura 40 perché ogni 2 per 3 mi fermo a cercare una parola sul dizionario (in genere cerco la definizione su un vocabolario monolingue), ma almeno mi faccio l’orecchio. Intanto il corso a cui mi sono iscritta va bene…diciamo che un po’di miglioramento c’è stato!

downloadIn questi giorni mi sono flippata con l’Australia e sto cercando informazioni per fare la specialistica lì. Il problema è sempre il dio denaro: per fare il test per abilitarsi e le varie pratiche partirebbero sui 2000 euro (senza contare il visto…non mi lamenterò MAI più dei quasi 500 euro spesi per abilitarmi qui in Italia!).

Poi…tra il dire e il fare…tra esprimere il desiderio di partire e, effettivamente, partire c’è di mezzo…2 continenti e un oceano! (E 10 fusi orari e un emisfero…).

Rimarrà il solito sogno nel cassetto, ma, a volte, anche i semplici sogni ci spingono a dare il meglio di noi stessi…

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Baviera…

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…ovvero: il fascino del viaggio in automobile.

Esattamente 3 anni fa oggi, io e la mia metà partivamo per un viaggio on the road.

Avevo infatti regalato alla mia metà un soggiorno a Monaco di Baviera. Abitando nel nord Italia (ed essendo la capitale Bavarese distante “solo” 6 ore da noi) abbiamo deciso di affrontare il viaggio in automobile. Questo ci ha permesso non solo di testare l’efficienza del manto stradale teutonico (veramente una tavola da biliardo) e di provare il brivido dell’alta velocità (le autostrade in Baviera, oltre ad essere gratuite, non hanno i limiti di velocità), ma anche di ammirare gli splendidi paesaggi bucolici: immensi prati verdi con fiorellini gialli e le mucche a pascolare.

Grazie all’auto abbiamo potuto anche fare tappa una giornata a Schwangau. Il nome in sè può non dire molto (è un paesino di 3000 abitanti), ma sicuramente conoscerete il suo ospite più maestoso: il castello di Neuschwanstein.

Questo non si può definire un castello, ma IL castello per eccellenza. Con le sue guglie, la sua imponenza e il suo candore non può non essere associato ad un posto da fiaba (anche Walt Disney prese spunto per ideare il castello de “La bella addormentata nel Bosco”). Una volta viste le sue maestose stanze, ogni altro castello che visiterete non lo reputerete all’altezza!

Il modo migliore per ammirarlo (e fotografarlo) è dal Marienbrucke: un piccolo ponte su uno strapiombo vertiginoso, decisamente non adatto a chi soffre le altezze

Ma per ammirare uno spettacolo del genere, forse si può cercare nel proprio cuore un po’di coraggio…o resistere il tempo per una foto (ed, eventualmente,  svenire poco dopo!)

L’immagine presente in questo articolo è di proprietà dell’autrice del Blog.

Lago di Mergozzo…

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…ovvero: “come, a volte, non sia necessario fare km su km per trovare posti incantevoli: basta girare l’angolo”.

Nelle domeniche di sole primaverili io e la mia metà diciamo addio ai giri nei centri commerciali (che ci hanno fatto compagnia durante i mesi freddi) e ci dedichiamo a gitarelle all’aria aperta.

Abbiamo la fortuna di abitare nella zona dei laghi, quindi possiamo scegliere tra diverse mete per passare i pomeriggi.

Oltre i più famosi Lago Maggiore e Lago d’Orta esiste anche il Lago di Mergozzo, che non ha niente da invidiare ai due fratelli più blasonati essendo uno dei laghi più puliti d’Italia.

Devo ammettere che, prima di quest’anno, non c’ero mai stata. Ma è sempre così che succede: i bei posti a 2 passi da noi sono sempre gli ultimi ad essere scoperti.

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Dottore! Chiami un dottore!

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La mia vita professionale da Medico ultimamente non prosegue benissimo…cioè…non prosegue proprio!

Dall’ASL nessuna notizia per sostituzioni di guardie mediche, medico di base, SERT o medicina fiscale…non che mi aspettassi molto, a dire il vero: le graduatorie per l’assegnazione dei turni sono chiuse da fine gennaio e prima di me c’erano già 127 candidati per le sostituzioni, il che vuol dire che, se serve un sostituto, devono rifiutare 127 persone prima di arrivare a me: a meno che si scateni una qualche epidemia questo credo sia impossibile.

L’unico episodio che mi ha riportato a mettere lo stetoscopio al collo è stato venerdì scorso: mio zio non stava bene (niente di grave, ho scoperto dopo), il medico era malato, non son riusciti a trovare un sostituto…a parte me!

Panico, ovviamente, perché è mio zio e perché mio zio, a livello respiratorio, è un caso complesso (pensate ad una qualsiasi patologia respiratoria…fatto? Ecco, mio zio ce l’ha!)…stetoscopio alle orecchie, ausculto, percuoto il torace, guardo la gola, metto il saturimetro al dito…e poi?? Boh?? Morire che durante il corso laurea ci abbiano spiegato la terapia in modo decente!  Continua a leggere

Cappadocia…

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…sottotitolo: “cosa può fare la natura con vento, roccia e 60 milioni di anni a disposizione”.

Durante la mia vacanza in Turchia nel 2012 (che mi ha regalato il più bel ricordo di viaggio. Vedi 2 post sotto) non mi sono fermata solo ad Istanbul, ma, dopo esser stata per 5 giorni nella meravigliosa Costantinopoli,  mi sono spostata per passare altri 5 giorni in Cappadocia, a Göreme.

Nel giro di un’oretta e mezza (trasferimento aereo) sono passata dal caos e traffico infernale di una metropoli (Istanbul conta circa 14 milioni di abitanti) alla tranquillità di una cittadina di appena 2000 abitanti, in cui qualcuno ancora viaggia con il carretto trainato da un cavallo.

Mentre Istanbul è da visitare per la sua frenesia, per le sue imponenti moschee (una su tutte: Santa Sofia) e per avere un primo impatto con la cultura Islamica (o almeno…per me è stato il primo vero incontro), la bellezza della Cappadocia sta tutta nei suoi paesaggi modellati pazientemente da madre natura e sfruttati poi dall’uomo (i cristiani hanno trovato rifugio in questi nascondigli naturali ed alcuni, come la stupenda Chiesa Oscura,  sono stati affrescati con immagini sacre).

Dormire in un albergo scavato nella roccia è un esperienza da fare, così come ammirare lo spettacolo di decine di mongolfiere che svettano sui Camini delle fate alle prime luci dell’alba.

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Test di specializzazione

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Una cosa mi viene chiesta spesso: ma come funziona il test di specializzazione?

Se devo essere sincera, per quest’anno non è ben chiaro neppure a me! No, non sono rincoglionita, è che questo sarà il primo anno in cui sarà introdotta la nuova riforma con graduatoria nazionale.

Ma andiamo con ordine.

TEST PRE-RIFORMA

Fino all’anno scorso, il punteggio per accedere alla scuola di specializzazione era composto da 3 parti:

  • Prima prova: un quiz con 60 domande a risposta multipla basato su un pool di domande già fornite dal ministero. In pratica te le imparavi a memoria e bom. La prima prova era in giorni differenti in base alla classe della scuola di specializzazione scelta: medica (cardiologia, medicina interna, ecc…), chirurgica (ginecologia, urologia, neurochirurgia, ecc…) e dei servizi (radiologia, anestesia e rianimazione, ecc…)
  • Curriculum: venivano assegnati dei punteggi in base alla tua carriera universitaria -> voto di laurea, media dei voti, punteggi di alcuni esami attinenti, attività didattiche opzionali attinenti, attinenza tesi e pubblicazioni su riviste scientifiche.
  • Seconda prova: un caso clinico scritto valutato, fino ad un massimo di 15 punti, direttamente dal prmario della scuola di Specializzazione.

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